
Ci siamo conosciuti a Perugia nel novembre del 2019, al corso di portoghese del martedì sera a Palazzo Gallenga. Sofia si era iscritta per un lavoro di restauro a Lisbona che poi è saltato; Tommaso perché il corso di tedesco era già pieno. Ci hanno messi allo stesso banco, in fondo a destra, e per otto mesi ci siamo passati i verbi irregolari su foglietti a quadretti.
La prima volta che ci siamo parlati sul serio è stato in stazione, a Ponte San Giovanni. Abbiamo scoperto che prendevamo lo stesso regionale delle 7.14 e che salivamo tutti e due sulla terza carrozza, quella con i finestrini che si aprono ancora a manovella. Da quel giorno quaranta minuti di treno sono diventati la parte migliore della giornata.
Nel 2021 abbiamo preso in affitto due stanze in via della Viola, con un balcone lungo e stretto dove non cresceva niente. Sofia ci ha piantato un gelsomino. Il 22 aprile del 2025, un martedì qualunque, mentre lo rinvasavamo perché era diventato troppo grande per il suo vaso, Tommaso ha tirato fuori l'anello dal fondo di quello nuovo. Aveva le mani piene di terra e la voce che gli tremava un po'.
Il 5 settembre ci sposiamo a Rosciano, sulla collina dove la nonna Iole portava Sofia a guardare il tramonto sulla valle del Tevere. Il gelsomino viene con noi: sarà sul tavolo all'ingresso, ancora nel suo vaso di terracotta.
Il cancello grande apre alle 16.00. Prendetevi mezz'ora: si sale, si beve una limonata alla lavanda all'ombra dei tigli e si saluta chi non si vede da un po'. Alle 16.30 cominciamo, e quello è l'unico orario che vi chiediamo di rispettare davvero.

Succede tutto nello stesso posto, dentro le mura del castello: dal giardino alla terrazza ci sono trenta passi, dalla terrazza alla corte una rampa di scale con il corrimano. Una volta arrivati non dovrete più rimettervi in macchina fino a notte.
16.30 – 17.15
Giardino all'italiana, sotto la loggia
Rito civile celebrato da
Anna Petrini, sindaca di Deruta
Le prime due file sono riservate
17.30 – 20.00
Terrazza dei limoni
Torta al testo, pecorino di Norcia,
i fichi dell'orto del castello
e il grechetto di Torgiano
20.00 – 02.00
Corte interna e Sala delle Volte
Cena servita ai tavoli,
poi si balla dalle 23
con il trio dei fratelli Nardi
Niente è obbligatorio, tranne l'orario della cerimonia. Per il resto potete sparire mezz'ora, sedervi all'ombra o cambiare tavolo: è una giornata lunga e va vissuta con calma.
Da Perugia, parcheggio di Pian di Massiano, davanti all'ingresso del minimetrò. È un pullman bianco da cinquanta posti, con un cartoncino con i nostri nomi sul parabrezza. Parte alle 15.15 in punto: se siete in ritardo chiamate Lorenzo, non partiamo senza avervi cercati.
Il cancello grande è aperto. Chi arriva in macchina lascia l'auto nel piazzale, chi ha voglia di camminare può salire dal viottolo dei cipressi: sono cinque minuti e si arriva dal lato del pozzo. All'ingresso trovate i tableau con i tavoli e il gelsomino di via della Viola.
Rito civile nel giardino all'italiana, sotto la loggia. Dura una quarantina di minuti: leggono Marta e Michele, e alla fine c'è un brano di Tosti suonato al violoncello da Bianca, la figlia di Giulia, che ha quindici anni e si emoziona più di noi.
All'uscita trovate dei cestini di vimini con petali di lavanda e di rosa. Il castello non permette il riso e a noi i petali piacciono comunque di più: si posano sui capelli e non fanno male a nessuno. La foto di gruppo la facciamo subito, sulla scalinata, così poi siete liberi.
Due ore e mezza lunghe e senza fretta, con la valle del Tevere davanti. C'è ombra sotto il pergolato e ci sono le sedie basse per chi non ha voglia di stare in piedi. Verso le 19 apriamo la stanza dei bambini, al piano terra.
Cena servita ai tavoli, nella corte interna illuminata a candele. Se piove ci spostiamo nella Sala delle Volte, che è lì accanto. I tavoli sono da dieci e portano i nomi dei paesi dove siamo stati insieme: Cascia, Trevi, Óbidos, Bevagna.
Crostata di fichi e ricotta, la ricetta della nonna Iole, in sei teglie perché siamo centoventi. La sta preparando la zia Nella, che ha detto che non le viene mai bene e che poi viene sempre bene.
Nella Sala delle Volte, con il trio dei fratelli Nardi: fisarmonica, contrabbasso e chitarra, e dopo mezzanotte i dischi. Se avete una canzone che vi farebbe alzare da tavola, scrivetecela nel modulo qui sotto: la stiamo mettendo in lista sul serio.
Dal piazzale davanti al cancello, con arrivo a Pian di Massiano intorno all'01.35. Chi vuole restare ancora un po' aspetta la seconda.
La musica si ferma alle due per il regolamento del Comune. L'ultima navetta parte dieci minuti dopo: contiamo le teste e chiudiamo il cancello.

Il castello è in cima a una collina, sopra la strada che da Deruta scende verso Casalina. L'ultimo chilometro è stretto e in salita, con due tornanti: nel navigatore scrivete Castello di Rosciano e non il nome della via, altrimenti vi porta dalla parte dei campi, dove la strada finisce in uno sterrato senza uscita.
Può succedere, a settembre in Umbria. In quel caso la cerimonia si sposta nella Sala delle Volte, al piano terra: è coperta, riscaldata e tiene centoventi persone sedute. Gli orari non cambiano e non c'è niente da avvisare, ce ne accorgiamo tutti insieme la mattina. Portate però un ombrello in macchina: dal parcheggio al portone ci sono cinquanta metri scoperti e la ghiaia si bagna.
Eleganti e comodi, senza esagerare: è un matrimonio di pomeriggio in campagna, non un ballo. Due cose che vi fanno stare meglio: il viale d'ingresso e la corte sono in ghiaia grossa, quindi se portate i tacchi meglio larghi, o un secondo paio di scarpe da lasciare in auto; e dopo le dieci di sera, in collina, la temperatura scende di sette o otto gradi, quindi uno scialle o una giacca leggera vi salvano la serata. Il prato del giardino viene tagliato il venerdì, ma resta un prato.
Sì, e ci fa piacere: ne aspettiamo undici. Dalle 19 apriamo una stanza al piano terra con tappeti, cuscini, matite e una cassa di libri; Anita e Sara, che fanno le educatrici all'asilo di Deruta, restano con loro fino a mezzanotte. C'è un menù dedicato e un fasciatoio nel bagno accanto alla cucina. Se venite con dei bambini scrivetecelo nel modulo con l'età: ci servono i numeri per le seggioline e per i posti a tavola.
Nessun problema, ma diteccelo entro il 30 giugno: la cucina è di Serena Bufalari e chiude i menù speciali con un mese di anticipo. Sono già previsti un menù vegetariano, uno senza glutine e uno senza lattosio, tutti con lo stesso numero di portate degli altri. Per le allergie serie scrivete esattamente l'ingrediente nelle note del modulo: Serena ci richiama lei, uno per uno.
Durante la cerimonia vi chiediamo di tenere i telefoni in tasca: sono quaranta minuti e vorremmo vedere le vostre facce, non gli schermi. A fotografare c'è Elena Bartolucci, che lavora con noi da marzo e conosce già tutti i nomi. Dopo, fotografate quanto volete: sui tavoli trovate un cartoncino con il codice per caricare le foto nell'album condiviso, che apriamo il lunedì mattina, appena atterrati a Lisbona.
No, non in negozio: la casa di via della Viola è piccola e ormai piena, e i piatti li abbiamo comprati un pezzo alla volta al mercato di Sant'Ercolano. Se avete voglia di farci un regalo stiamo mettendo da parte per due settimane in Portogallo, a maggio. Le coordinate sono sul biglietto dentro l'invito; se preferite una busta, all'ingresso c'è una cassetta di legno accanto al gelsomino. Ma la verità è che la cosa che ci fa più piacere è vedervi lì.
La musica si ferma alle due, per il regolamento del Comune di Deruta. Le navette per Perugia partono all'01.00 e alle 02.00. Se dovete rientrare prima non serve nessuna cerimonia dei saluti: mandateci un messaggio il giorno dopo, capiamo benissimo. Chi resta fino in fondo trova il caffè e le ciambelline all'anice all'una e mezza.
Quattro persone che ci hanno visti litigare per il colore di una parete e sono rimaste comunque.
Non stiamo mettendo su casa adesso: la mettiamo su da cinque anni, un mobile alla volta, e ormai ci manca poco. Se avete voglia di farci un regalo stiamo mettendo da parte per due settimane in Portogallo a maggio: Lisbona, l'Alentejo, e finalmente parlare quella lingua che abbiamo studiato per otto mesi seduti allo stesso banco senza mai usarla.
Le coordinate sono sul biglietto dentro l'invito. Se preferite consegnarci una busta la sera stessa, all'ingresso c'è una cassetta di legno accanto al gelsomino. E se non vi va di regalarci niente, va benissimo così: siete già venuti fin qui.
Dopo il 30 giugno il castello e la cucina chiudono i numeri e non si può più cambiare niente. Se dovete ancora pensarci scriveteci lo stesso: fino a fine giugno correggiamo tutto quello che volete, basta un messaggio.
Se preferite il telefono: Sofia 349 000 1122, Tommaso 348 000 4417.
Oppure scrivete a noi@sofiaetommaso.it.
Grazie di aver segnato questa data sul calendario, di aver prenotato il treno, di aver trovato qualcuno a cui lasciare il cane. Sappiamo che un sabato di settembre è un sabato prezioso e che qualcuno di voi farà seicento chilometri per stare con noi dodici ore.
Ci vediamo il 5 settembre, in cima alla collina di Rosciano, alle quattro e mezza del pomeriggio.
Castello di Rosciano
Località Rosciano, 06053 Deruta (PG)
Sabato 5 settembre 2026
Cerimonia alle 16.30
Sofia 349 000 1122
Tommaso 348 000 4417
noi@sofiaetommaso.it
Rispondeteci entro il 30 giugno 2026
Sofia Ricci e Tommaso Greco — 5 settembre 2026, Castello di Rosciano, Deruta (Perugia).