PROGETTO DIMOSTRATIVO — Anna e Riccardo non esistono. Torna ai modelli

Anna e Riccardo

Sabato 30 maggio 2026, alle quattro del pomeriggio, all'Abbazia di Santo Spirito, sopra Ghiffa. Questa pagina esiste per una ragione pratica: dirvi come si arriva, a che ora conviene esserci e cosa mettersi ai piedi. Il resto ve lo raccontiamo di persona, quel giorno.

Riccardo Villa

Riccardo

Riccardo Villa, quarantun anni, di Gallarate. Ripara orologi da torre: passa le settimane su scale di legno dentro campanili freddi, a rimettere in fase ruote dentate che nessuno guarda da cinquant'anni. Parla poco e misura due volte. Dice che un orologio da torre lo senti prima di vederlo, e finora ha avuto ragione tutte le volte.

Anna Ferrari

Anna

Anna Ferrari, trentotto anni, cresciuta tra Milano e il cortile di sua nonna a Ghiffa. Restaura carta: legature del Settecento, registri di parrocchia, mappe piegate male per due secoli. Lavora con la finestra aperta anche a gennaio, perché sostiene che la colla asciughi meglio. L'abbazia l'ha scelta lei, tre anni prima che ci fosse un motivo per sceglierla.

Sabato 30 maggio 2026
ore 16.00

L'orologio della torre è fermo dal 14 agosto 1977, alle sei e dieci. Riccardo lo sta rimettendo in moto da gennaio, il sabato, con il permesso del Comune. Se il contrappeso tiene, batterà le quattro mentre entriamo.

Mancano
giorni
ore
minuti
secondi
alla prima campana
Come sarà la giornata

Il programma

Cinque momenti, dalle quattro del pomeriggio a notte. Succede tutto dentro lo stesso recinto di mura: dal cancello al tavolo non ci sono più di ottanta metri, e non si prende la macchina nemmeno una volta.

Il cortile in ciottoli davanti alla chiesa
La navata della chiesa di Santo Spirito
Il chiostro apparecchiato per l'aperitivo
I tavoli al primo piano del granaio
La corte grande di sera

Sabato 30 maggio 2026 — Abbazia di Santo Spirito, via dell'Abbazia 4, Ghiffa (VB)

Cortile grande, ingresso da via dell'Abbazia
Il cancello apre alle 15.00. Vi chiediamo di essere seduti entro le 15.50: la navata è una sola e stretta, e chi entra dopo passa davanti a tutti. Sotto il portico trovate acqua, i libretti e una cesta di scialli di lana — la chiesa sta sui sedici gradi anche l'ultimo sabato di maggio, e dopo mezz'ora seduti si sente. Il cortile è di ciottoli di fiume, non di ghiaia fine: i tacchi sottili ci sprofondano davvero, non è un modo di dire.
Chiesa di Santo Spirito
Rito civile: l'abbazia è sconsacrata dal 1809 e il Comune di Ghiffa ci celebra i matrimoni da sei anni. Ci sposa Marta Bonomi, sindaca, che conosce Anna da quando aveva sei anni e la chiamava «quella dei libri rotti». Dura quaranta minuti. Leggono Chiara, che ha scelto due pagine delle Piccole virtù di Natalia Ginzburg, e il nonno di Riccardo, che ha preparato sei righe e non ce le ha volute far leggere prima. Una cosa sola vi chiediamo: niente telefoni. Fotografa Giulia, per noi, e ci piacerebbe rivedere delle facce e non degli schermi.
Chiostro, lato nord
In piedi, un'ora e mezza, all'ombra del muro nord. Da bere: un bianco delle colline novaresi, vermouth con ghiaccio e acqua della fontana del chiostro, che è potabile e freddissima; per chi non beve alcol, lo sciroppo di sambuco che Ines fa a giugno. Da mangiare: pane, burro e acciughe, frittate fredde tagliate a quadretti, e i missoltini per i coraggiosi. All'uscita dalla chiesa niente riso: il custode ci ha chiesto di non usarlo per via dei colombi che nidificano nel sottotetto. Trovate dei cestini di lavanda secca, che è del giardino di sotto.
Granaio, primo piano — si sale dalla scala esterna
Ai tavoli, menù unico: risotto con il pesce persico, capretto con le patate sotto (o, per chi lo segna nel modulo, sformato di verdure e formaggio), i formaggi di una cascina di Cavandone, torta di nocciole. Non sono previsti discorsi al microfono: se avete qualcosa da dire, ditelo a tavola, tra una portata e l'altra. I posti sono assegnati e l'elenco è appeso in fondo alla scala, su un pannello di legno: cercatevi lì, non chiedete a noi che non ce li ricordiamo.
Corte grande, sotto il livello della chiesa
Un trio — contrabbasso, fisarmonica e voce — fino all'una, poi dischi. La corte è incassata di quattro metri e il suono non arriva alle case, quindi possiamo andare avanti fino alle due, che è anche l'ora dell'ultima navetta. Alle 23 esce la torta. Alle 23.30 chi vuole può salire sulla torre a vedere il lago al buio, sei persone per volta: sono 126 gradini, la scala è stretta e senza corrimano nell'ultimo tratto, e servono scarpe chiuse. Non è obbligatorio e nessuno vi guarderà male se restate giù.
Come è andata

Noi due

Tre date, che sono poi la risposta alla domanda che ci fanno tutti e che di solito liquidiamo con «in treno».

  • Il regionale fermo fuori Sesto Calende

    Il regionale delle 18.52

    9 novembre 2018

    Milano Centrale–Domodossola, fermo cinquanta minuti fuori Sesto Calende per un guasto alla linea. Riccardo doveva firmare una bolla di consegna e non aveva la penna; Anna aveva solo quella rossa, che usa per le collazioni. La bolla firmata in rosso gli è tornata indietro due volte dall'amministrazione, e per due mesi è stata l'unica cosa che avessimo da dirci. Scendevamo alla stessa stazione da tre anni senza esserci mai visti.

  • Scatoloni di libri nella casa di Suna

    Novecentododici libri e una mensola

    4 luglio 2021

    Due stanze a Verbania Suna, terzo piano senza ascensore. I libri li abbiamo contati mentre li mettevamo negli scatoloni: novecentododici. La mensola che Riccardo aveva calcolato per reggerli ha ceduto la seconda notte, alle tre e un quarto, con un rumore che in paese hanno sentito. Da allora gli scaffali li facciamo in ferro e li fissiamo nel muro maestro, e su questo non si discute più.

  • Il quadrante fermo dell'orologio della torre

    L'orologio fermo

    12 ottobre 2024

    Riccardo era salito sulla torre dell'abbazia a vedere il meccanismo, per un preventivo che il Comune gli aveva chiesto e che poi non ha mai pagato. Ha detto ad Anna di venire su. Sul quadrante c'erano ancora le sei e dieci del 14 agosto 1977. Ha detto che lo avrebbe rimesso in moto e ha chiesto se voleva sposarlo, in quest'ordine, in piedi, perché lassù per inginocchiarsi non c'è posto.

1 invitati
1 giorni dal treno fermo
1 anni di orologio fermo
1 gradini fino alla campana
Le persone del giorno

Chi ci sta accanto

Il 30 maggio noi due saremo irreperibili, è già scritto. Se vi serve qualcosa, cercate loro: sanno tutto quello che sappiamo noi, e di solito lo sanno meglio.

Quello che serve sapere prima

Informazioni pratiche

L'abbazia è in mezzo al bosco, sopra un paese di duemila abitanti. Non c'è campo per tutti gli operatori e non c'è un bar. Leggete questa parte prima di partire, non mentre siete al secondo tornante.

In automobile

Da Milano: A8, uscita Sesto Calende, poi la statale 33 lungo la sponda piemontese. Un'ora e cinquanta con traffico normale, due e mezza il sabato pomeriggio di fine maggio, che è quello che sarà. Da Ghiffa si sale per via dell'Abbazia: 2,4 chilometri, asfalto stretto, due tornanti in cui non si passa in due. Andate piano e suonate prima delle curve cieche, perché lassù passano i trattori e non si aspettano nessuno.

Parcheggio e navetta

Nel cortile ci stanno diciotto auto e sono riservate a chi fa fatica a camminare: segnatelo nel modulo qui sotto e vi mandiamo il pass da mettere sul cruscotto. Tutti gli altri lasciano la macchina al campo sportivo di Ghiffa, in via Belvedere: è gratuito, non si paga il sabato e non si riempie mai. Da lì partono due minibus da diciannove posti alle 14.45 e alle 15.15. Ritorni alle 23.30, all'1.00 e alle 2.00, e con quello chiudiamo davvero.

In treno e in battello

Da Milano Centrale il regionale delle 13.25 arriva a Verbania-Pallanza alle 14.47; dal piazzale della stazione facciamo partire una navetta alle 15.00, una sola, quindi avvisateci se la usate. Dalla sponda lombarda c'è il traghetto Laveno–Intra ogni venti minuti, quaranta minuti di traversata comprese le manovre. L'ultimo treno per Milano è alle 22.11: chi lo prende salta la torta e la torre, quindi il nostro consiglio è di fermarsi a dormire.

Dove dormire

Abbiamo tenuto delle camere fino al 15 marzo: al telefono dite che siete del matrimonio Ferrari–Villa. Albergo Belvedere, Ghiffa, 1,5 km dall'abbazia, dodici camere, 0323 59 41 12. Locanda del Traghetto, Intra, sul lungolago, otto camere, 0323 40 22 87. Agriturismo Ca' di Sass, frazione Cargiago, sei camere e un tavolo grande per la colazione, 0323 59 33 40. Se sono piene scriveteci: fra Ghiffa e Oggebbio mezzo paese affitta, e Ines conosce tutti.

Se piove

Non cambia niente e non spostiamo niente. La cerimonia è al chiuso, l'aperitivo si sposta di venti metri nella sala capitolare — che è già apparecchiata apposta, non è un ripiego — e la cena è al primo piano del granaio. L'unica cosa che salta è la salita sulla torre. Portate una giacca vera e lasciate a casa l'ombrello: sul sagrato tira sempre e gli ombrelli si rovesciano tutti nello stesso momento, l'abbiamo già visto a un funerale.

Come vestirsi

Non c'è un codice e non vogliamo inventarne uno: venite come vi va bene. Due avvertenze concrete, però, ve le diamo. Il cortile è di ciottoli tondi e la chiesa è di pietra fredda: suole piatte o larghe, e qualcosa di caldo per le spalle. Alle undici di sera, nella corte, si sta sui dodici gradi anche a maggio, e i sassi restituiscono l'umidità del lago per tutta la notte.

Bambini

Sono invitati tutti, senza eccezioni e senza «solo i parenti stretti». Dalle 20 c'è Marta con due ragazze nella sala piccola accanto al granaio: giochi, materassi per terra e un film alle 22 per chi crolla. Ci sono cinque seggioloni e due fasciatoi; se ve ne serve uno, segnatelo nel modulo. Il giardino di Ines, duecento metri sotto, ha un cancello che si chiude ed è il posto migliore del paese per correre.

Niente lista nozze

Non abbiamo lista e non ci serve niente: la casa è arredata da cinque anni e i piatti sono quelli di Ines. Se proprio volete fare qualcosa, il Comune ha aperto una raccolta per il restauro del quadrante e delle due campane dell'abbazia: il meccanismo ormai gira, ma il quadrante è del 1841 ed è messo peggio dell'orologio. Trovate il modulo su un tavolino all'ingresso. Se non fate niente va benissimo lo stesso, e non lo sapremo mai.

Per qualsiasi cosa

Fino al 29 maggio rispondiamo noi: Anna 347 55 09 214, Riccardo 340 71 88 465, oppure scrivete a noi@annaericcardo.it. Il 30 maggio, dalle 14 in poi, chiamate Chiara (347 21 48 890) o Paolo (348 60 21 774). Nel cortile il telefono prende solo verso il muro sud, vicino al pozzo: se non vi rispondiamo non è per maleducazione, è per il bosco.

Confermate entro il 31 marzo

Ci servono due informazioni: se ci siete e cosa non potete mangiare. Un modulo per persona, bambini compresi, perché la cucina lavora sui numeri e il 15 aprile dobbiamo dare quelli definitivi. Se cambiate idea dopo, scriveteci comunque: fino a una settimana prima riusciamo ad aggiungere un posto.

Ci sarete il 30 maggio?

Chi viene con voi?

Due cose pratiche

Scriveteci tutto adesso, anche se vi sembra poco importante: il 30 maggio la cucina è in un granaio e non si improvvisa niente.

Abbazia di Santo Spirito

Via dell'Abbazia 4, 28823 Ghiffa (VB)

Sabato 30 maggio 2026, cancello dalle 15.00, cerimonia alle 16.00.

Parcheggio: campo sportivo, via Belvedere, Ghiffa.

Apri il punto sulla mappa — l'ultimo tratto di strada su alcuni navigatori non compare: arrivati in paese, seguite le indicazioni marroni per l'abbazia.