PROGETTO DIMOSTRATIVO — Alice e Nicola non esistono. Torna ai modelli
Insieme alle nostre famiglie
Alice e Nicola abbracciati in casa, a Bologna

Alice

e

Nicola

Ci sposiamo sabato 20 giugno 2026, alle cinque del pomeriggio, in cima a Ostuni. Poi si scende in masseria, tra gli ulivi, e si fa notte.

Sabato 20 giugno 2026

Alle 17:00 in chiesa, a Ostuni. Alle 18:45 in masseria, a Carovigno.

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Quanto manca alla cerimonia.

Gli sposi

Una che canta in macchina, uno che parla con gli alberi. Va avanti così da otto anni.

Alice che ride, di profilo, con la camicia bianca La sposa
Alice Fontana

ostetrica, cresciuta a Carovigno


Sposo un uomo che chiama gli ulivi per nome e che, quando torniamo a casa alle due di notte, si ferma comunque a innaffiare le piante sul balcone. In otto anni non l'ho mai sentito alzare la voce, tranne quella volta al distributore di Bitonto. Il 20 giugno piangerà prima di me: ho già detto a mia sorella di tenere i fazzoletti dal suo lato.

Nicola che sorride ad Alice, in controluce Lo sposo
Nicola Bruni

agronomo, cresciuto a Piacenza


Alice mi ha portato in Puglia nell'agosto del 2021 dicendo che me la faceva vedere una volta sola. Da allora ci torniamo cinque volte l'anno: ho imparato a potare, a dire «cime di rape» senza far ridere nessuno e a riconoscere la tramontana dal rumore che fa nelle canne. Le ho chiesto di sposarmi con le mani sporche di olive, e ha detto sì prima che finissi la frase.

Il matrimonio

Due indirizzi, venti minuti di macchina, una giornata sola.

La cerimonia


Ci sposiamo nella chiesa in cui si sono sposati i nonni di Alice nel 1961. È piccola, sta in cima al paese e a giugno è l'unico posto fresco di Ostuni. Dura quaranta minuti: legge Chiara, la sorella di Alice, e firmano con noi Marta Selvaggi e Andrea Casale. Non ci sono posti assegnati: sedetevi avanti, la chiesa è più bella piena davanti.

Sabato 20 giugno 2026
ore 17:00 (arrivate per le 16:40)
Chiesa di Santa Maria della Grata
Largo Trinchera 4, Ostuni (BR)
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La festa


Dalla chiesa alla masseria sono venti minuti; la navetta parte dal Foro Boario alle 18:15. Aperitivo nell'aia, all'ombra dei due fichi, cena sotto il pergolato quando cala il sole, poi si balla nel palmento. Verso l'una arrivano le puccine con le cime di rape per chi è ancora in piedi, e chi vuole può fermarsi a dormire in paese: la festa finisce alle due.

Sabato 20 giugno 2026
dalle 18:45 alle 2:00
Masseria Torre Bianca
Contrada Lamacoppa 7, Carovigno (BR)
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Il programma

Nessuna fretta: l'unica cosa da non perdere è l'inizio.

Il pomeriggio


16:40
Arrivo in chiesa. Il sagrato è in pieno sole, entrate pure subito: dentro si sta bene. Se avete bambini piccoli, gli ultimi banchi a sinistra sono i più comodi per uscire e rientrare senza farsi notare.
17:00
Cerimonia. Quaranta minuti. Canta il coro di Ceglie: quattro voci e una chitarra, niente organo.
17:45
Riso e foto sul sagrato. Dieci minuti, poi siete liberi fino alle 18:45. Il riso lo porta la mamma di Nicola, non serve che ne portiate altro.
18:15
Navetta per la masseria. Parte dal Foro Boario. Chi ha la macchina può passare prima in albergo a cambiare le scarpe: fidatevi, conviene.

La sera


18:45
Aperitivo nell'aia. Focaccia, burrata, olive celline, un bianco di Locorotondo e molta acqua fresca. Per i bambini c'è il gelo di anguria.
20:30
Cena sotto il pergolato. Sette tavoli da dodici, posti assegnati: i cartellini sono appesi all'ulivo all'ingresso. Si mangia quello che c'è a giugno, mare e orto.
22:45
Torta e brindisi. La fa la pasticceria di Carovigno dove Alice andava a comprare i pasticciotti dopo il mare.
23:15
Si balla nel palmento. Prima un'ora di pizzica con tamburello e organetto, poi mette i dischi Vito, cugino di Alice, che ha giurato di non far partire Vamos a la playa. Non gli crediamo.
01:00
Puccine e caffè per chi è ancora in piedi. Parte anche la prima navetta per Ostuni.
02:15
Ultima navetta. Dopo quella, o avete la macchina o vi tocca il taxi: la masseria lo chiama volentieri, ma ci mette mezz'ora ad arrivare.

E domenica 21, per chi resta: alle undici siamo alla spiaggia di Torre Guaceto, quella dopo il canneto. Portiamo il pane e le cose avanzate, voi portate il costume. Non è organizzato niente, è proprio una domenica al mare.

Come siamo arrivati fin qui

Otto anni in cinque tappe, saltando le parti noiose.

La proposta


Novembre 2024, raccolta delle olive in contrada Lamacoppa. Nicola aveva l'anello nella tasca del pile da tre giorni e aspettava il momento giusto, che in campagna non arriva mai perché c'è sempre qualcosa da finire.

Alla fine l'ha chiesto così, mentre scuotevamo un ramo, con le mani nere e la rete piena. L'anello è caduto tra le olive. Lo abbiamo cercato dieci minuti in ginocchio, ridendo come scemi, mentre nonna Rosa a venti metri continuava a raccogliere senza aver sentito niente.

Poi abbiamo finito la pianta, perché le olive non aspettano e il frantoio chiudeva alle sette.

«Sì. Però prima finiamo questa pianta.»

Le nostre foto

Un pomeriggio di novembre, quando ancora non sapevamo dove ci saremmo sposati.

Sui tavoli, la sera del matrimonio, trovate un cartoncino con un codice: è un album condiviso. Caricate tutto, anche le foto mosse. Soprattutto quelle.

Regali


La cosa che ci serve davvero è che veniate. Molti di voi devono attraversare mezza Italia a giugno, con l'albergo che costa e le ferie da chiedere: per noi quello è già il regalo, e lo sappiamo bene.

Se proprio volete fare qualcosa: stiamo mettendo da parte i soldi per rifare il tetto della casa di Carovigno, che è il posto dove finiremo comunque tutte le estati. Le coordinate sono sul cartoncino dentro l'invito; se l'avete perso scriveteci a ciao@aliceenicola.it e ve le rimandiamo.

Se invece l'idea vi piace di più, potete piantare un ulivo con noi: venticinque euro all'associazione che ripianta gli alberi bruciati dalla xylella tra Carovigno e San Vito. Ci fa più piacere di un servizio di piatti, e resta lì per cent'anni.

«Non portateci niente di fragile: torniamo in treno.»

Domande che ci avete già fatto

Se ne avete altre scriveteci: rispondiamo la sera, tardi.

Come ci si veste?

Eleganti ma leggeri. Alle cinque del pomeriggio, a giugno, a Ostuni ci sono trenta gradi e il sole è ancora alto: lino, colori chiari, giacca solo se vi fa piacere. Il bianco lasciatelo ad Alice, per il resto fate voi. Una cosa sola, seria: la cena è su un'aia di terra battuta e ghiaia, i tacchi sottili sprofondano. Portate un secondo paio di scarpe o venite con la zeppa.

A che ora conviene arrivare?

In chiesa per le 16:40: alle 17 iniziamo davvero, e chi entra dopo lo sente tutta la chiesa, perché la porta cigola. Se venite solo alla festa, in masseria dalle 18:45 in poi. Prima delle 18:30 non trovate nessuno: solo i camerieri che apparecchiano e il cane della masseria, che si chiama Tobia e chiede sempre da mangiare.

Dove si parcheggia?

A Ostuni al Foro Boario, un euro all'ora, otto minuti a piedi in salita fino alla chiesa. In masseria si parcheggia nell'aia, gratis, e se avete bevuto potete lasciare lì la macchina e recuperarla domenica: non la sposta nessuno. Fra i due posti ci sono venti minuti di strada, gli ultimi 800 metri sono sterrati.

E se piove?

A giugno qui piove poco, ma capita: nel 2018, il giorno di San Giovanni, è venuto giù il mondo per un'ora. Se succede, l'aperitivo si sposta sotto la loggia e la cena nel palmento, la sala con la volta a botte dove una volta si faceva il vino. Ci stiamo tutti e in certe foto viene pure meglio. Per voi non cambia niente: stessi orari, stesso posto.

Posso portare i bambini?

Sì, e speriamo che li portiate: ne aspettiamo undici. Dalle 19 alle 23, in un angolo dell'aia, ci sono Ilaria e due ragazze con teli, giochi, gelati e un lenzuolo per il cartone animato. I seggioloni ci sono: diteci quanti ve ne servono nel modulo qui sotto. Verso le 23 si può anche stendere qualcuno sui divani della loggia, lo facevamo anche noi da piccoli.

Dove si dorme?

Ostuni a giugno si riempie: prenotate entro marzo, dopo restano solo le camere care. Abbiamo tenuto dieci stanze in un piccolo b&b del centro storico fino al 31 marzo, dite che venite al matrimonio di Alice e Nicola. In masseria ci sono sei camere, ma sono per i nonni e per i genitori: perdonateci.

Sono vegetariano, celiaco, allergico

Nessun problema, ma scrivetecelo nel modulo entro il 30 aprile. Metà del menù è già di verdure, perché a giugno è quello che viene bene qui; senza glutine e senza lattosio la cucina prepara i piatti a parte, e il pane senza glutine arriva da un forno di Fasano. Se ce lo dite all'ultimo vi porteranno comunque qualcosa, ma sarà una frittata.

Vi posso chiamare quel giorno?

Il 20 giugno il telefono non lo guardiamo. Per navette, ritardi, valigie perse e strade sbagliate chiamate Marta, la nostra testimone: +39 351 123 45 67. Per tutto il resto, da qui a giugno, siamo su ciao@aliceenicola.it.

Alice e Nicola che ridono abbracciati

Ci sarete?

Ditecelo entro il 30 aprile 2026: dopo, la masseria vuole i numeri definitivi.

Rispondete entro il 30 aprile 2026. Se dopo cambia qualcosa, scriveteci: si cambia, non è un problema.