Ravello è bellissima e scomoda: ci si arriva per tornanti, non ci
si parcheggia e si cammina su pietre vecchie di seicento anni. Abbiamo scritto qui tutto quello che
avremmo voluto sapere noi, se fossimo invitati.
In viaggio
Come si arriva a Ravello
Da Napoli Capodichino sono circa due ore: autostrada fino a Vietri sul Mare, poi la statale 163 e la salita da Castiglione, otto chilometri di tornanti.
In treno scendete a Salerno: da Piazza della Concordia parte il bus per Amalfi, e ad Amalfi si cambia per Ravello. Un’ora e un quarto in tutto, di più il sabato.
Il consiglio che vi darebbe chiunque abiti qui: sulla statale aggiungete sempre mezz’ora a quello che dice il navigatore.
A Ravello
Dove si lascia la macchina
In piazza Duomo non si arriva in auto: il centro è zona a traffico limitato e gli ultimi cento metri fino alla villa si fanno a piedi, in piano.
I due parcheggi coperti sono quello di Via della Repubblica e quello dell’Auditorium, intorno ai tre euro l’ora. Il sabato pomeriggio si riempiono verso le tre.
Se contate di arrivare dopo le 15.00, prendete la navetta: girare per un posto con il vestito buono è un brutto modo di cominciare.
Trasferimenti
Le navette, andata e ritorno
Due minibus da otto posti, offerti da noi, con Michele e Peppe al volante.
Andata: Salerno, Piazza della Concordia, alle 14.00 e alle 14.30, con fermata ad Amalfi (Piazza Flavio Gioia) venti minuti dopo.
Ritorno: da Ravello alle 00.30, all’01.30 e alle 02.00, stesse fermate più Minori e Atrani.
I posti sono contati: segnate quello che vi serve nel modulo qui sotto entro giovedì 10 settembre, altrimenti partiamo con i sedili vuoti e voi restate a piedi.
Piano B
E se piove?
A fine settembre da noi piove poco, ma quando lo fa non scherza. In quel caso l’orario non cambia di un minuto: la cerimonia si fa lo stesso alle 16.00, spostata sotto la loggia moresca, e l’aperitivo si accorcia e si sposta nelle sale interne.
Se il tempo è in bilico vi scriviamo entro le 11.00 di quella mattina, sullo stesso numero da cui avete ricevuto l’invito.
Gli ombrelli lasciateli a casa: ne abbiamo trenta, bianchi, all’ingresso.
Come vestirsi
Eleganti, ma con scarpe vere
Ravello è fatta di scalini, ciottoli e discese: i tacchi sottili qui durano dieci minuti e poi si piantano fra le pietre. Chi c’è già stato porta un secondo paio di scarpe nella borsa, e fa benissimo.
La cerimonia è all’aperto e verso le nove di sera, a trecentocinquanta metri sul mare, cala di colpo: una giacca leggera o uno scialle servono davvero, anche se al pomeriggio ci sono ventiquattro gradi.
Nessun colore vietato. Tranne il bianco: quello lasciatelo a Chiara.
Pernottamento
Dove dormire
Abbiamo bloccato delle camere in tre posti, a nome nostro, e ce le tengono fino a giovedì 10 settembre.
Casa Ligea, a Ravello: due minuti a piedi dalla villa, la scelta giusta se pensate di fare le due. Le Terrazze, a Minori: dieci minuti di macchina, vista sul golfo, prezzi più umani. La Corte dei Limoni, ad Atrani: sei camere intorno a un pergolato.
Basta dire che siete invitati al matrimonio di Chiara e Lorenzo. Dopo, restano prenotabili a prezzo pieno: a settembre, qui, si trova pochissimo.
Con i bambini
I bambini sono invitati
Sì, portateli: ne aspettiamo ventidue.
Dalle 20.00, mentre noi ceniamo, nella sala accanto ci sono Anna e Sofia con un tavolo di giochi, un proiettore e un menù pensato per loro — pasta in bianco compresa, non ci offendiamo.
Al piano di sotto c’è una stanza tranquilla con il fasciatoio. Se vi serve un lettino o uno scaldabiberon scrivetelo nel modulo, che lo prepariamo.
Durante la cerimonia
Mezz’ora senza telefoni
Vi chiediamo una cosa sola, e solo per quella mezz’ora: tenete i telefoni in tasca.
Non è una posa. È che da dietro, con venti braccia alzate, non si vede più niente, e Gianni si ritrova cinquanta schermi accesi dentro ogni fotografia.
Dalle 16.30 in poi fotografate quanto volete. Le foto di Gianni ve le mandiamo tutte, in una cartella condivisa, entro Natale.
I regali
Non abbiamo fatto lista
Ce lo state chiedendo in tanti, quindi rispondiamo qui una volta sola.
Da tre anni Lorenzo rimette in piedi i muretti a secco del limoneto del nonno e, dopo le piogge del 2023, ne mancano ancora una quarantina di metri. Chi vuole darci una mano trova all’ingresso una cassetta di ceramica fatta da Rosa.
Ma diciamolo sul serio: prendersi un sabato, guidare fin quassù ed esserci vale molto di più.
Il giorno dopo
Domenica si mangia a Minori
Chi resta a dormire da queste parti, domenica 27 dalle 12.30, è atteso a casa Amato, in via Vescovado a Minori.
Si mangia quello che è avanzato, si sta all’ombra del pergolato e non ci si veste bene.
Non serve confermare niente: basta salire. Il cancello verde è l’unico aperto.