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Privacy policy

Informativa sul trattamento dei dati personali

Su questo sito c’è una sola cosa che raccoglie dati: il modulo dei contatti. Qui vi dico esattamente che cosa mi arriva, chi altro lo vede, quanto lo tengo e come potete farmelo cancellare. L’informativa è resa ai sensi degli articoli 13 e 14 del Regolamento (UE) 2016/679, il GDPR.

Chi tratta i vostri dati

Il titolare del trattamento sono io, {{AUTORE}}, che lavoro da solo con il nome Wed&Com. Non c’è una struttura dietro: le richieste che arrivano dal modulo le legge una persona sola.

  • Titolare: {{AUTORE}}
  • Sede: {{INDIRIZZO}}
  • Partita IVA: {{PIVA}}
  • Email: {{EMAIL}}
  • Telefono: {{TELEFONO}}

Non ho nominato un responsabile della protezione dei dati, il DPO, perché non ricorrono i presupposti dell’articolo 37 del GDPR: non sono un ente pubblico, non tratto dati su larga scala e non faccio monitoraggio sistematico di nessuno. Per qualsiasi domanda scrivete direttamente a me, ai recapiti qui sopra.

Che cosa raccoglie il modulo dei contatti

Il modulo che trovate nella pagina Contatti ha otto campi. Questi, e nient’altro:

  • Nomi della coppia — obbligatorio, altrimenti non so a chi sto rispondendo.
  • Email — obbligatorio, è l’indirizzo a cui vi rispondo.
  • Telefono — facoltativo.
  • Data del matrimonio — facoltativo.
  • Location o città — facoltativo.
  • Cosa vi serve — una scelta fra il sito, l’invito, tutti e due oppure “non lo so ancora”.
  • Stile o riferimenti — facoltativo, testo libero.
  • Messaggio — facoltativo, testo libero.

Nel modulo ci sono anche due campi nascosti, e servono soltanto a fermare i programmi automatici che compilano i moduli. Il primo è un campo vuoto che voi non vedete: se risulta riempito, la richiesta viene scartata subito e a me non arriva niente. Il secondo registra l’orario in cui avete aperto la pagina e serve solo a misurare quanti secondi sono passati fino all’invio: sotto i tre secondi non è qualcuno che scrive, è un automatismo, e anche in quel caso la richiesta viene scartata. Quell’orario non finisce nell’email, non viene conservato da nessuna parte e non produce nessuna registrazione sul vostro dispositivo.

I due campi di testo libero, “Stile o riferimenti” e “Messaggio”, li scrivete voi: il contenuto lo decidete voi. Vi chiedo di non metterci dati particolari ai sensi dell’articolo 9 del GDPR — per esempio informazioni sulla salute, sulle convinzioni religiose o sull’orientamento sessuale. Per fare un sito o un invito non mi servono. Se in un caso specifico servissero davvero, ve li chiederei a parte spiegandovi prima perché.

Compilare il modulo non è obbligatorio: potete scrivermi per email o telefonarmi. Ma i due campi obbligatori del modulo restano tali, perché senza un nome e senza un indirizzo non ho modo di rispondervi.

Perché li tratto, e con quale base giuridica

Uso quello che mi scrivete per due cose sole: rispondere alla vostra richiesta e prepararvi un preventivo. La base giuridica è l’articolo 6, paragrafo 1, lettera b) del GDPR: sono misure precontrattuali adottate su vostra richiesta. Non vi chiedo un consenso per questo, perché il consenso non sarebbe la base giusta — siete voi a scrivermi per primi.

Nel modulo trovate una casella da spuntare che rimanda a questa pagina. Serve a darmi prova che l’informativa vi è stata resa prima di scrivermi, non a fondare il trattamento: la base resta la vostra richiesta. Toglierla in un secondo momento non vi toglie nessuno dei diritti elencati qui sotto, e per farmi cancellare tutto basta scrivermi.

Se poi il lavoro si fa, gli stessi dati mi servono per eseguire il contratto, sempre lettera b), e per gli obblighi fiscali e contabili che ne derivano, lettera c) dello stesso articolo.

I registri tecnici del server, di cui parlo più sotto, li tratto sulla base del legittimo interesse a tenere il sito in piedi e al riparo dagli abusi: articolo 6, paragrafo 1, lettera f).

Chi altro vede i vostri dati

Non vendo, non cedo e non scambio i dati con nessuno. Ci sono però dei fornitori tecnici che li attraversano perché il sito funzioni, e ve li dico per nome.

Resend, per spedire l’email

Quando premete “Invia”, i campi del modulo non partono dal vostro programma di posta: vanno a una piccola funzione del sito che compone un’email e la consegna a Resend, il servizio che la recapita materialmente alla mia casella. Resend agisce come responsabile del trattamento ai sensi dell’articolo 28 del GDPR e tratta quei dati soltanto per conto mio e secondo le mie istruzioni.

Una cosa che è giusto sappiate: nell’email che ricevo, il campo “rispondi a” viene impostato sul vostro indirizzo, così posso rispondervi con un clic. Vuol dire che il vostro indirizzo email transita dai sistemi di Resend insieme al resto del messaggio.

I server di Resend si trovano anche fuori dall’Unione europea. Il trasferimento avviene sulla base delle garanzie previste dal capo V del GDPR — clausole contrattuali tipo o decisione di adeguatezza — che il fornitore dichiara nelle proprie condizioni contrattuali.

Vercel, per tenere online il sito

Il sito è ospitato su Vercel, che è anche il fornitore che esegue la funzione di invio del modulo. Come ogni server web, Vercel registra in automatico dei log tecnici: il vostro indirizzo IP, la data e l’ora della richiesta, la pagina richiesta, il tipo di browser e di sistema operativo.

Alla registrazione automatica di Vercel se ne aggiunge una mia, e la dichiaro perché questa sì la decido io: quando una richiesta viene scartata dai due controlli antiautomatismo descritti sopra, la funzione scrive nei log del server una riga con il vostro indirizzo IP e l’indirizzo email che avevate scritto, così posso accorgermi se sto scartando per sbaglio una persona vera invece di un robot. La funzione tiene inoltre in memoria, per dieci minuti, il conteggio degli invii per indirizzo IP: oltre cinque invii di fila la richiesta successiva viene rifiutata. È un conteggio che vive nella memoria del server, sparisce da solo e non lo copio altrove.

Non sono io a decidere invece i log automatici del fornitore, e non li uso per riconoscervi: servono a capire se il sito è raggiungibile e a difenderlo dagli abusi. Restano nei sistemi del fornitore per il periodo limitato che il fornitore stesso applica; io non li copio altrove e non li incrocio con le richieste che mi arrivano dal modulo. Anche Vercel è responsabile del trattamento ai sensi dell’articolo 28 e opera anche con server fuori dall’Unione europea, con le stesse garanzie del capo V del GDPR.

I caratteri tipografici caricati da Google

I caratteri con cui è scritto questo sito non stanno su un mio server: il foglio di stile principale li richiede a fonts.googleapis.com e i file veri e propri arrivano da fonts.gstatic.com. Succede su tutte le pagine, compresa quella che state leggendo.

Significa che, mentre la pagina si carica, il vostro browser fa da sé una richiesta a Google e Google riceve il vostro indirizzo IP e le informazioni di base del browser. È una comunicazione a un terzo e ve la devo dire, anche se non comporta cookie. Il servizio è gestito da Google Ireland Limited e Google LLC; per la parte che tocca gli Stati Uniti valgono le garanzie previste dal capo V del GDPR. La base giuridica è il mio legittimo interesse a mostrare il sito con l’aspetto per cui è stato disegnato.

Se la cosa vi dà fastidio potete bloccare i contenuti di terze parti dal browser: il sito resta leggibile, cambia solo il carattere.

Google Maps, ma solo nei due modelli dimostrativi

Nelle due pagine di esempio — Giulia e Matteo e Beatrice ed Edoardo — c’è una mappa di Google Maps incorporata nella pagina, perché quei due modelli servono a farvi vedere come si presenta la sezione “come arrivare” di un sito di matrimonio.

Quella mappa è un riquadro caricato dai server di Google, e non parte da sola: al suo posto trovate un segnaposto con un pulsante. Solo se premete Mostra la mappa il vostro browser contatta Google, che a quel punto riceve il vostro indirizzo IP e può usare cookie o altre tecnologie di memorizzazione sul proprio dominio, sulle quali non ho controllo e che io non posso leggere. Finché non premete quel pulsante non parte nessuna richiesta verso Google. Sulle altre pagine del sito la mappa non c’è affatto. Il dettaglio sta nella cookie policy.

E basta

Oltre a questi, nessun altro. Nessuna agenzia, nessuna piattaforma pubblicitaria, nessuno strumento di statistica, nessun servizio di chat, nessun social network incorporato nelle pagine.

Per quanto tempo li tengo

  • Richieste che non diventano un lavoro: tengo il messaggio nella mia casella di posta per il tempo necessario a chiudere lo scambio e comunque non oltre ventiquattro mesi dall’ultimo contatto, poi lo cancello. Se mi chiedete di cancellarlo prima, lo cancello prima.
  • Richieste che diventano un lavoro: tengo i dati per tutta la durata del lavoro e poi entro i termini di prescrizione ordinari, per potermi difendere se sorge una contestazione.
  • Documenti fiscali e contabili, fatture e quello che le accompagna: dieci anni, come impone l’articolo 2220 del codice civile. Questo termine non posso accorciarlo, nemmeno se me lo chiedete.
  • Log tecnici del server: restano presso il fornitore di hosting per il periodo limitato che applica lui.

I vostri diritti

Sui dati che vi riguardano potete esercitare in qualsiasi momento i diritti previsti dagli articoli da 15 a 22 del GDPR:

  • Accesso, articolo 15: chiedermi se tratto dati che vi riguardano e ottenerne copia.
  • Rettifica, articolo 16: farmi correggere quello che è sbagliato o incompleto.
  • Cancellazione, articolo 17: farmi cancellare i dati, salvo quelli che la legge mi obbliga a conservare.
  • Limitazione, articolo 18: farmi congelare il trattamento mentre si chiarisce qualcosa.
  • Portabilità, articolo 20: ricevere i dati in un formato leggibile da una macchina, o farli passare a un altro titolare.
  • Opposizione, articolo 21: oppormi al trattamento fondato sul legittimo interesse.

Per esercitarli basta che mi scriviate a {{EMAIL}}, oppure per posta a {{INDIRIZZO}}. Non serve un modulo e non serve una formula: ditemi che cosa volete e da quale indirizzo mi avete scritto. Rispondo entro un mese dalla richiesta, come prevede l’articolo 12 del GDPR; se servisse più tempo ve lo dico comunque entro quel mese, spiegando perché. L’esercizio dei diritti è gratuito.

Se ritenete che stia trattando i vostri dati in modo scorretto avete diritto di proporre reclamo al Garante per la protezione dei dati personali, articolo 77 del GDPR: recapiti e modulistica sono pubblicati sul sito www.gpdp.it. Resta ferma la possibilità di rivolgervi all’autorità giudiziaria.

Quello che non faccio

Lo scrivo in negativo, perché di solito è la parte che interessa di più:

  • Non vi profilo e non traccio la vostra navigazione fra le pagine.
  • Non uso strumenti di statistica o di misurazione del pubblico.
  • Non vi mando newsletter e non vi iscrivo a niente: se mi scrivete una volta, vi rispondo una volta.
  • Non uso i vostri dati per fare pubblicità, né mia né di altri.
  • Non prendo decisioni automatizzate che producano effetti su di voi ai sensi dell’articolo 22 del GDPR: le richieste le leggo io, una per una.

Minori

Questo sito si rivolge a persone maggiorenni che stanno organizzando un matrimonio. Non raccolgo consapevolmente dati di minori. Se vi accorgete che un minore mi ha mandato i propri dati, scrivetemi e li cancello.

Sicurezza

Il sito è servito in HTTPS, quindi quello che scrivete nel modulo viaggia cifrato. La chiave che autorizza l’invio delle email sta fra le variabili d’ambiente del server e non compare nelle pagine, quindi non è leggibile dal codice sorgente. Le richieste che mi arrivano restano nella mia casella di posta e non le copio in altri strumenti.

Modifiche a questa informativa

Se cambio qualcosa nel modo in cui tratto i dati — un fornitore diverso, un campo in più nel modulo — aggiorno questa pagina e cambio la data qui sotto. Le versioni successive saranno pubblicate qui, allo stesso indirizzo: non c’è un altro posto dove andarle a cercare.

Questa informativa è aggiornata al 10 settembre 2026.